Il giardino incantato
Macerano lente
le foglie gialle del glicine,
accanto alle rosse dell’acero,
e, più in là, quelle scure dell’anziano noce.
Steso a terra, silente,
l’autunno attende…
rammentando allo sguardo
la caducità della vita.
Scende lieve la neve,
e silente distende
il candido manto
sul giardino in letargo…
va a ritroso il pensiero,
torna a giorni giocosi,
all’allegre scorribande
di una bimba e di un cane
nel giardino incantato.
Un soffio di vento
spariglia la nebbia,
appare e scompare
un timido sole,
poi prende coraggio e,
prima del mezzodì,
l’accecante riverbero,
accende oniriche visioni…
per un attimo almeno,
torna all’antico fasto
il giardino incantato.
E ancor li rivedo, correr felici,
ecco l’orme, di bimba e di cane,
affondar nella neve,
passar sotto il glicine spoglio,
girar attorno all’acero nudo,
e infine, rotolar abbracciati
sotto gli scheletrici rami dell’anziano noce.
Eccolo!
L’attimo fuggente,
il momento in cui ambirei possedere,
la magia di un Dio,
per arrestare all’unisono
lo sguardo ed il tempo.
- Il giardino incantato - testo di vecchioautore